Chiudi la porta prima di andare via Il futuro era ieri
Edizioni Underground
Una raccolta fatta di intimità e perdita, crollo emotivo e liberazione da ogni forma di dipendenza. Un invito a fare piano quando si entra o si esce dalle vite degli altri.
Il primo libro, oggi non più disponibile. Una raccolta che attraversa appartenenza, esclusione, memoria e necessità di esistere attraverso la parola.
Livio Spanò was born in Augusta in 1987. He primarily writes poetry.
In 2012, he joined the writers’ collective Nucleo Negazioni, contributing to the poetry collections I ragazzi non vogliono smettere and Un niente per due, both published by Matisklo Editore. With Antisociale, another collective of artists, he took part in the self-titled anthology with two poems.
In 2015, alongside his friend Nicola Amato, he collaborated on the graphic project Letteratura Incisa, contributing two poetic texts and concluding the project with a group exhibition at the University Library of Bologna.
In 2016, he was selected by poet Gaetano Privitera to participate in the literary initiative Il Maggio dei Libri with his poem Mentre il niente divora il resto (La fuga), featured in an artistic installation created in collaboration with students from the Emilio Greco Art High School in Sant’Agata Li Battiati, and hosted at the M.G. Cutuli Municipal Library.
In 2021, together with Enza Amato and her Polaroids, he published the poetry and photography collection Esserci a fatica with Edizioni Underground.
He later self-published the poetry book La vita accade with Edizioni Amande.
In April 2026, he published his third book Chiudi la porta prima di andare via — il futuro era ieri with Edizioni Underground.
In 2026, he encountered photography as a language he could understand, a way to communicate and express himself when writing is not enough.
Instagram: @liviospano_
La vita accade
Edizioni Amande
Presentazione
di Paolo Schiera
Un senso di appartenenza ci pervade, un deja vu dei nostri più intimi pensieri.
Le riflessioni ci vengono sussurrate all’orecchio ed evocano mondi da noi già conosciuti ma così stretti al cuore che difficilmente troveremmo le parole per descriverli.
Un senso di conforto ci pervade nel sapere che non siamo i soli.
Forse l’uomo si sente sempre un po’ diverso dagli altri, un’eccezione nella sua capacità di soffrire: poi un giorno qualcuno narra le nostre sofferenze, i nostri desideri e le nostre immaginazioni come fossero universali.
Un libro che narra e che comprende l’intimo di ognuno di noi.
AMO PER DISTRAZIONE
Amo per distrazione
per necessità
per irresponsabilità
sono ingiusto e scansato
intuitivo ed estroverso.
In me è nata l’invertebrata consapevolezza che
le cose che ho sempre desiderato
non sono mai realmente state utili
tipo la gloria di un accapo azzeccato
i sogni che gracchiano alla finestra
le molotov nel giardino.
Sempre sorso dopo sorso
ho realizzato di non voler essere
una marchiata presenza nei giorni della memoria
però ricordo con gonfia coscienza
i profumi dell’olio steso sul timido
cotone trattato.
Non ho mai esasperato le mie emozioni
sono rimasto sempre attivo
nell’escludermi da questo sottopassaggio
di lustri sentimentalismi
con il decoro sociale ci ho sempre
avuto poco a che fare
in quei casi ho preferito alzare gli occhi al cielo
solo per sgranchire il peso di questo
pensante tondo vuoto.
Sono troppo piccolo e misero per comprendere
l’infinità di questo tetto universale.
Esserci a fatica
Poesie di Livio Spanò Polaroid di Enza Amato Edizioni Underground
VIA ROMILLI
Ora che il silenzio ha ripreso finalmente ad avere il mio nome,
la cucina sembra indossare un aspetto nuovo, il divano delle forme
più tristi, il bagno riepiloga lo sporco di chi trova
nell’ansia un po’ di vita.
Il pavimento auspica la sua giusta dose di polvere
che brilla nel cerchio verde che fotografa dettagli e volti.
Opero ristrettezze in piena solitudine,
la fragranza di questo freddo sembra non farmi
mai invecchiare, la paura del cielo fuori da questa piccola
finestra sul soffitto sembra più immensa, e il suo nero
sempre più fraterno.
Scanso i cappotti appesi all’entrata, soprattutto quello
che sembra vomitato.
Scanso il portaombrelli e mi rifugio in un angolo scelto
mentre lo spazio silenzioso mi culla.
Finestre su finestre, balconi arredati in grande stile
e altri vuoti.
Persiane tende box-caldaia e fiori di plastica
si fondono col sudicio artificiale.
Germoglia lentamente e in maniera lontana
il profumo del mare nei miei ricordi.
L’incertezza se ho chiuso bene la porta
fa del mio cervello,
una gigantesca macchia.
Chiudi la porta prima di andare via Il futuro era ieri
Edizioni Underground
Prefazione
di Laura Belletrutti
Le poesie di questo libro sono come pagine strappate da un diario dell’anima. Livio Spanò scrive con sincerità, senza nascondere emozioni o debolezze. I suoi versi parlano di solitudine, dolore, rabbia, ma anche di speranza, amore e desiderio di cambiamento.
Chiudi la porta prima di andare via – Il futuro era ieri è un viaggio dentro sé stessi, tra ciò che ci ha ferito e ciò che ancora ci spinge a resistere. Le parole di Livio ci mostrano la realtà senza filtri: a volte dura, altre volte dolce. È un modo per affrontare i fantasmi del passato e provare a ricominciare, con fatica ma anche con coraggio.
In queste poesie c’è la voce di chi ha vissuto davvero, di chi ha perso e ha avuto paura, ma non ha mai smesso di cercare la propria verità. È un grido contro l’ipocrisia e le maschere, e al tempo stesso una carezza per chi si sente smarrito.
Ogni pagina invita a fermarsi, ascoltare, riflettere. A guardare dentro, anche quando fa male. Perché solo attraversando il buio si può trovare una nuova luce.
(La Professoressa Laura Belletrutti è stata la mia insegnante nel periodo che va dal 1998 al 2001 a Madonna Dell’Olmo, Cuneo.)
SONO RITORNATO IN QUEL LUOGO CHE TI SOMIGLIA TANTO (PT1)
Bristol, 23/05/2024
Quel giorno avrei voluto tenere in mano il tuo dolore,
proteggerti dall’angoscia di essere ancora parte della tua vita,
darti un cenno per dire: guardami,
sono qui a sostenere ogni tua sofferenza.
Abbiamo deciso di perdere insieme,
nelle notti umide di Via Segantini,
nei silenzi in cucina,
nel vuoto in camera da letto,
nei tuoi pianti mai realizzati in bagno.
Se guardo il giorno
in cui oltrepassasti quella porta,
mi rendo conto che l’unico che ha perso
in tutta questa storia,
sono stato io come uomo.
Ma se potessi porterei altre cento volte
il tuo viso sul mio petto per dirti: va tutto bene!
E piangerei per noi due
così che tu possa dormire un altro po’
prima che il rumore delle automobili
disturbi il tuo sonno.
Ho capito che eri lontana
quando ho visto le spalle e si sono chiuse le porte
davanti a me, dietro di te.
Tra di noi.
Ho preso un caffè, aspettato il bus,
ho forzato il pianto lungo il tragitto.
Non avevo più niente da offrire.
SONO RITORNATO IN QUEL LUOGO CHE TI SOMIGLIA TANTO (PT2)
Brighton, UK, 28/05/2024
Sono tornato in quel luogo che ti somiglia tanto
e ti ho intravista ballare uno swing malinconico
al The Paris House.
Un vecchio local pub parigino
dove ci si perde a testa bassa
con fegato aperto all’ignoto.
Dove ti ho persa con disinvoltura.
Dove eri bellissima.
Mentre cercavo un caffè, ti ho vista passeggiare
lungo il molo Palace Pier; lentamente, appena percettibile
un vento fresco si alzava sfiorandoti con pace
il sole non graziava più le tue guance
con il tuo solito sguardo, di chi si sa ancora sorprendere,
sorridevi (senza motivo) spalancando gli occhi verso
il tuo ultimo orizzonte.
Volteggiavi come se mi stessi cercando.
Come se sapessi che ero lì, a un passo da te.
Come se io non fossi mai stato lì.
Come se io non fossi mai stato.
Eri sola, ed eri in pace nel crepuscolo.
Nota dell’autore
Livio Spanò
Chiudi la porta prima di andare via- Il futuro era ieri è un invito a fare piano quando si entra o si esce dalle vite degli altri.
È una raccolta fatta di intimità e perdita, crollo emotivo e liberazione da ogni forma di dipendenza.
È un inno alla vita, la nostra vita. In qualunque forma voi la pensiate, siate sobri nelle gioie e nei dolori, nel perdervi e nel ritrovarvi.